Programmare
il futuro che riguarda la terza età può essere un vero e proprio
lavoro per mettere a frutto le passate esperienze su progetti di vita di ampio
respiro.
Ma come
prevedere il futuro? Sicuramente con la lucidità di vivere senza stress,
fatto che può aiutare a sviluppare il cosiddetto Piano B), ovvero la
soluzione di riserva per stare tranquilli in periodi così difficili.
Chi sceglie
la seconda casa desidera di norma i comfort tipici della città, ma non è
detto che questa regola sia l’unica da seguire.
Tutti
conosciamo piccoli centri montani o di campagna quasi abbandonati in inverno
che solo d’estate si rianimano per un turismo stanziale di pochi mesi,
affluenza che spesso non giustifica l’apertura di piccoli negozi o centri di
ristorazione. Quale futuro allora per questi paesi?
Sarebbe
innovativo pertanto creare seconde case stabili e ben attrezzate proprio in
questi luoghi, per vivere periodi più o meno lunghi in tutte le stagioni, che
possano costituire un “buen retiro” per sfuggire alle problematiche delle
grandi città.
In questo c’entra
benissimo il concetto di “albergo diffuso” che permette di rianimare un
intero borgo con dimore rurali riadattate all'accoglienza.
Le possibilità
di acquisto di vecchie case a prezzi molto convenienti sono molte, in piccoli
paesi o in borghi deliziosi che hanno solo il difetto di non dare agli abitanti
lavori remunerativi e, per questo, si sono spopolati.
Verrebbe da
chiedersi quale futuro spetta al concetto di Albergo diffuso ….
La risposta è
semplice: una sorta di VOLONTARIATO CIVILE, proprio collocato
all'interno di un progetto per programmare il futuro, al fine di
sostenere quei giovani coraggiosi che vogliono aprire piccole attività di
accoglienza o rivitalizzare empori locali chiusi da tempo.
In sintesi, potrebbe
essere proprio questa la vera rivoluzione della Terza età: la gioia
di recuperare elementi funzionanti in siti già vivi in passato che possono diventare
preziosi per il futuro.
Alla prossima!