martedì 11 febbraio 2020

CREATIVITA’ ANTI-STRESS – MANDALA DA COLORARE


Tra i privilegi di poter godere del proprio tempo liberato c’è quello di farsi arrivare qualche momento di malinconia che potrebbe diventare, se non debitamente “riempito” con azioni che distraggano e favoriscano la creatività, un inizio di tristezza cronica.

Certo non è lo stress della vita lavorativa, frenetica e coi tempi ristretti di quanto ci vantavamo di “riuscire a fare tutto e bene”, ma è quel leggero stress da insofferenza per le cose che non possiamo più fare, una sensazione di impotenza e difficoltà a raggiungere l’armonia totale.

I modi per combattere questi episodi di leggero sconforto, sono, per fortuna, tanti e, se siamo ottimisti, e li sappiamo sfruttare al meglio, sicuramente possono aiutarci.


Un esempio può essere quello di scegliere un animale da compagnia, iniziare un corso di ballo o cimentarsi in meditazioni e tecniche similari.

Al contrario, si può entrare nel mondo della creatività e iniziare o riprendere attività che abbiano a che fare “col fare” di tipo manuale, giusto per controbilanciare gli ingarbugli mentali.

Chi sa dipingere può confermare quanto possa divenire estraniante dedicarsi alla creazione del proprio quadro, lo stesso per chi suona uno strumento musicale o sa comporre poesie.
Intendo però riferirmi anche a tipi di creatività minori, che possono tradursi in azioni  semplici tipo creare dei collage con giornali illustrati, fare delle coperte coi ritagli di lana o altre attività realizzabili con poca preparazione.

A questo proposito, ho scoperto da poco i “mandala da colorare” ritrovando un vecchio schema che mi avevano dato durante un corso di formazione lavorativa.


Così, mi sono cimentata a colorare lo schema per creare il mandala con piccoli pastelli usati trovati in un cassetto. La cosa mi ha dato un tale relax che li ho cercati anche in cartoleria e ho trovato che ci sono degli album già predisposti.


Li ho subito comprati assieme ad una bella scatola di colori e ho sperimentato nuovamente la tipica gioia che si provava nei primi anni delle elementari, quando ti davano da completare quegli album di figure predisposte per imparare a colorare bene senza uscire dagli spazi. :-)


Insomma, un relax che mi ha davvero giovato e che consiglio a tutti di provare.


V’invito, pertanto a farlo e vi aspetto qui sul blog per raccontarmi la vostra esperienza!!!!
Alla prossima!
Clelia

lunedì 13 gennaio 2020

Buon 2020 e vogliamoci più bene!


Innanzitutto, un felice anno nuovo a tutti visto che ormai il 2020 si è avviato e con esso anche le tante liste di buoni propositi che si usano fare in queste circostanze. L’ho fatta anche io all'inizio di un importante anno nuovo che mi vedrà raggiungere, in estate, il traguardo dei 70 anni.

Questo 2020 risulta quanto mai contraddittorio con, da una parte, i segnali positivi che provengono dai mercati finanziari, mentre dall'altra, quelli più negativi che giungono dall'economia reale. Non a caso, infatti, gli umori delle persone fanno emergere, con ragione, molta poca fiducia anche negli sporadici segnali positivi enunciati sopra.

La “patina sociale” dei comfort di chi vive nelle società occidentali ci confonde spesso; è difficile, infatti, non stupirsi di fronte a tutti questi viaggi natalizi, consumi alimentari e acquisti di beni pregiati che molti fanno.

Al contrario, la quantità di merce prodotta e non venduta è impressionante e la chiusura di tanti punti vendita al dettaglio non può che preoccuparci, pur consci che il progresso del famigerato Ecommerce è inarrestabile. Restiamo perplessi davanti all'espansione poderosa di Amazon che travolge tutto e tutti.

Dunque, come dobbiamo allineare il nostro pensiero? Uniformandoci alle notizie che ci arrivano o mantenendo il nostro senso critico per osservare veramente quanto sta avvenendo intorno a noi? L'Ecommerce capitanato da Amazon ha dato lavoro a molti giovani ma sarebbe da valutare quanto il loro tenore di vita sia veramente migliorato…

Nonostante i tempi stiano cambiando, ho messo nella mia lista dei buoni propositi un “sano egoismo” per occuparmi più di me visto che – pur pensando di vivere a lungo – non so quanta sopravvivenza ci possa essere in questa giungla che sta diventando il nostro pianeta. Ci preoccupa il riscaldamento globale e, le nuove manifestazioni giovanili tipo i Friday for future sono state la novità del 2019 per ben sperare che i giovani ce la faranno con il loro entusiasmo.



Per “sano egoismo” intendo anche più semplicemente l’atteggiamento che ci porta a rifiutare cortesemente inviti da persone che ci piacciono poco o coinvolgimenti da parenti o amici su scelte che non condividiamo per dedicarci veramente ad azioni più volte al nostro benessere. Questo porterebbe ad elevare la sincerità e la franchezza, caratteristiche passate un po' di moda nel tempo attuale denso di falsità e menzogne ormai troppo tollerate.

Altro sentimento da rivalutare è il “volersi bene” su scala globale; fare ogni tentativo per modificare il nostro atteggiamento e diventare feroci oppositori della cultura che distrugge rapidamente i beni durevoli, che butta le plastiche in mare o sotto le sabbie e non usa i moderni sistemi di distruzione e riciclo dei rifiuti di ogni genere.


 Il riscaldamento globale è causato da noi tutti che insistiamo in pratiche che si stanno allontanando dal vivere sano oltre che danneggiare il pianeta, al punto che i Friday for future dovrebbero tramutarsi in manifestazioni giornaliere.
Concludo questo scritto con un caloroso augurio a chi mi segue:

“che l’anno nuovo appena iniziato sia positivo per tutti noi,
da vivere al meglio delle condizioni possibili con una spinta al miglioramento personale e famigliare che, se pur minimo, sarà sempre un avanzamento e ci riempirà di soddisfazione e di gioia "


Scrivetemi il vostro pensiero, mi farà molto piacere avere un vostro riscontro!

Un caro saluto,
Clelia

domenica 22 dicembre 2019

PENSIONI DA RIFORMARE e… Buone Feste!


Ormai il Natale è alle porte e la magia delle atmosfere natalizie ci coinvolge positivamente facendoci, per un attimo, dimenticare i vari problemi quotidiani ma, hai-noi, le difficoltà sociali restano dietro l’angolo.


Stiamo assistendo da diversi giorni agli enormi disagi che sta provocando in Francia lo sciopero generale che protesta contro una Riforma importante sulle pensioni, che mira ad eliminare diversi regimi pensionistici là vigenti.

Ancora una volta, la “Grandeur” della Francia si conferma in modo perentorio:
  •      Sono ben 42 i regimi pensionistici speciali
  •       Gli scioperanti riescono a tenere paralizzato il paese generale per oltre 15 giorni consecutivi
Tutt'altra cosa, invece, in Italia, dove la nostra inconcludenza sulle questioni nazionali è cosa risaputa…

Vorrei però, a questo proposito, condividere con voi un pensiero che mi arrovella da lungo tempo e che, di tanto in tanto emerge, soprattutto in vista del “Natale”, dove, in teoria, dovremmo avere tutti più tempo per pensare, grazie alle festività.

Io penso che anche il nostro sistema pensionistico, nonostante le rassicurazioni dei vari Direttori dell’INPS, non potrà stare in piedi per lungo tempo.

Lo penso, innanzitutto, perché un impianto costruito negli anni ’30 del secolo scorso e riformato leggermente sono negli anni ’90 (senza parlare della scellerata introduzione negli anni ’70 delle Baby Pensioni) non risulta, ad oggi, assolutamente adeguato ai fortissimi cambiamenti avvenuti negli ultimi 15 anni nel mondo del lavoro.

Intendo dire che, da tempo, i pochi figli che riusciamo a procreare (molti di meno rispetto alla fine del secolo scorso) concludono gli studi molto più tardi, guadagnano di meno nei primi anni di attività e, soprattutto, se rientrano nella schiera dei “cervelli in fuga”, vanno a lavorare all'estero senza tornare mai più (e come biasimarli?).

La diretta conseguenza è che le contribuzioni, pertanto, sono sempre più esigue diventando insufficienti per alimentare le cifre da erogare. Non solo,  non dimentichiamoci poi che c'è anche l’aggravante che, oggi, senza dubbio, gli anziani vivono sempre più a lungo e questo significa sempre più soldi da mettere a disposizione. La piramide, purtroppo, si sta rovesciando e questo problema non potremo ignorarlo ancora per troppo tempo.

Sovente sento dire da qualcuno “...ho versato molti soldi nella vita lavorativa e ho il diritto sacrosanto di averli indietro…”, ragionamento logico, ma sbagliato in quanto col Regime mutualistico vigente accade che i contributi dei giovani servono a pagare le nostre pensioni (i nostri contributi sono serviti a pagare le pensioni di coloro che hanno già lasciato questa vita)….concetto non facile da capire ma assolutamente vero.

Personalmente, posso dire di essere una “pensionata baby” mancata; vinsi un Concorso nelle Ferrovie a 22 anni a cui rinunciati per un impiego in azienda privata con un lavoro che mi piaceva di più.
Se avessi accettato, sarei andata in pensione a 41 anni anticipando, di ben 20 anni, quella di cui godo attualmente.

Ad ogni caso, non mi posso lamentare, infatti non sono tra quelli fagocitati dalla famosa Riforma Fornero e sono così riuscita ad ottenere la pensione piena a 61 anni, (cosa oggi non più possibile). 

Col senno di poi posso quindi dire che, per fortuna, non appartengo alla categoria (tanto odiata) delle Baby Pensioni , di cui non sarei affatto soddisfatta in quanto la ritengo un furto nei confronti della collettività.

Ma, quindi, come si potrebbe risolvere questo inevitabile problema che dovremo fronteggiare nei prossimi anni? Io qualche risposta me la sono data:
-         
       diventando cittadini più responsabili, andando, per esempio, a votare e/o prendendo parte alla vita politica per essere più causativi sulla guida dello Stato.

     In tal modo, potremmo contribuire a vere riforme strutturali che agevolino il lavoro dei giovani ed il rientro di coloro che sono espatriati, continuando a risparmiare, cosa che personalmente faccio con un piano di accumulo che, pur sottraendo qualcosa al mio tenore di vita odierno, mi fa stare più tranquilla nei confronti del futuro.

Queste quindi le mie proposte…Che ne pensate? Mi piacerebbe avere da voi un riscontro!

Comunque…Bando alle dolenti note fin qui esposte, forse è meglio pensare al periodo natalizio che si sta per svolgere, che ogni anno ci rasserena, sia per gli addobbi natalizi che abbelliscono le nostre città e le nostre case, che per le varie iniziative benefiche che, soprattutto a Natale, sono molto più frequenti.


Per esempio, ce n’è una, in particolare, che mi ha colpito molto: ho scoperto che in Veneto esiste un paese che, da oltre 15 anni, rinuncia alle classiche luminarie dei negozianti per fare beneficenza a chi ha bisogno.  

Penso che si tratti di un’iniziativa veramente coraggiosa e, soprattutto, utile, ai fini della collettività… Inoltre, fuori dalla Chiesa e dagli Uffici Pubblici ci sono cesti di lumini da prendere in cambio di un’offerta. 

Il risultato è che, in questo modo, il paese diventa un grande presepe con piccole luci al posto di luminarie, una cosa quindi comunque molto suggestiva, che contribuisce ugualmente alla Magia del Natale.

Certo, è indubbio che le luci degli addobbi cittadini siano fantastiche e che anche gli alberi di luci al posto degli abeti veri (com'è quest’anno per Milano nella grande piazza Duomo) siano veramente suggestivi, ma, talvolta, persino iniziative più modeste come questa possono comunque contribuire a rendere unico il NataleL’importante è che la Magia del Natale riesca a darci tanta gioia facendoci per un attimo tornare bambini.

Concludo questo post con un caloroso augurio a chi mi segue:

Che le feste trascorrano bene nell'intimità delle vostre famiglie e che il 2020 sia un anno positivo per tutti voi con le tante auspicate novità positive in campo sociale, economico e politico!         
Scrivetemi il vostro pensiero, mi farà molto piacere avere una vostra opinione !

Buone Feste! Ci rivedremo a Gennaio con una nuova storia da raccontare!



Clelia


mercoledì 4 dicembre 2019

I Colori del mattino


Tra i privilegi di poter godere del proprio tempo c’è quello di gironzolare senza meta per fare un po’ di movimento.

Stamane mi è capitato di farlo fino alla fine del porto turistico di Lavagna, nella zona delle barche Cargo che hanno veramente un fascino speciale.

Molto gratificante la luce del mattino, di un giorno che volge al sereno dopo tanta pioggia…una meraviglia i riflessi sul mare!


Vi mando quindi il mio saluto da qui, cari lettori, e vi dò appuntamento al prossimo post dove coglierò l'occasione per augurarvi buone feste, visto che ormai ci siamo vicinissimi!




A presto!

Clelia

giovedì 21 novembre 2019

Vivere A COLORI … anche in autunno!


Si è già parlato di varie attività svolte da chi ha il privilegio di essere già in pensione, ancora disponibile a prendersi cura di sé.

Tra le diverse proposte, le attività culturali sono un bel ponte per l’auspicata armonia tra dimensione spirituale e materiale, che deriva dal bene forse più prezioso del denaro: IL TEMPO, o TEMPO LIBERATO come viene definito.

Pertanto, vorrei raccontarvi, in questo post, un’esperienza per me molto significativa, che mi piacerebbe condividere con voi poiché rientra perfettamente nel concetto di Vivere a colori.

Si tratta del mio inizio del nuovo anno scolastico presso l’Università delle Tre Età di Lavagna, così chiamata perché, simile ad un’Università della Terza Età però accessibile anche ai giovani o ad altra qualsiasi persona che, avendo del tempo libero a propria disposizione, sia desiderosa di acculturarsi in buona compagnia. Un bel modo di rendere più vivaci i colori d’autunno.


Prima del “primo suono della campanella”, a fine ottobre, c’è stata la presentazione di tutti i Corsi e di tutti i Docenti, ovviamente, tutti rigorosamente volontari. Quest’anno si è celebrata in pompa magna nella Sala Consiliare del Comune, una bella novità per questa Organizzazione che opera a Lavagna per il settimo anno.

Lunedì 4 novembre si è invece verificato l’inizio effettivo dei Corsi gratuiti e la presentazione delle uscite esterne con la dinamicissima insegnante di Storia dell’Arte. Io, che frequento questa scuola dallo scorso anno, mi sentivo già una veterana e così ho salutato con gioia i compagni di corso che ritrovavo via via. Molti di coloro che vivono di pensione sono già abituati a frequentare Corsi online di varie tematiche ma l’emozione di sedersi in una vera classe, davanti a Docenti preparati è veramente unica!

Mi hanno colpito soprattutto gli sguardi smarriti dei nuovi iscritti, che però si sono presto dileguati grazie alla calorosa accoglienza da parte della classe.

Ho deciso di scegliere solo due Corsi per l’anno 2019/2020, ambedue tenuti da un delizioso Professore di lettere in pensione, appassionato di cinema e perfettamente in grado di tenere i corsi congiunti di Letteratura italiana e straniera e Cinematografia. Proprio per questo, il docente effettua tanti collegamenti tra la parte letteraria e quella sviluppata dal cinema su temi affini, rendendo così le lezioni ancora più coinvolgenti.


Quest’anno il programma di Studi è veramente interessante e ci ha coinvolto fin dalla prima lezione riscontrando un’ottima partecipazione degli allievi vecchi e nuovi.

Di conseguenza, sono scaturiti già due positivi effetti collaterali, e tutto in meno di un mese:

1) Un grande stimolo alla lettura, visto che ho preso in mano un libro che non avevo mai voluto leggere prima - “Sostiene Pereira” di Antonio Tabucchi- che invece, contro ogni aspettativa, mi è piaciuto molto e mi ha fatto venire voglia di visitare Lisbona.

2) Una grande spinta al dovere civico: ho infatti coinvolto una ex-collega genovese per tenere di nuovo il Corso di Educazione Finanziaria che ho tenuto per 4 anni in una simile Università di Milano dal 2014 al 2017.

Come ho spesso accennato anche in altri post, infatti, essendoci davvero così tante persone “digiune” dai fondamenti base su Banche e Investimenti, mi è sembrato un dovere impegnarmi in prima persona per aiutarle a comprendere una materia che certamente non è semplice.

Il risultato di questa magnifica collaborazione è che presenteremo a breve un Progetto per introdurlo – se approvato – tra i Corsi nuovi del prossimo anno.

Oltre a tutto questo, proseguo anche il mio Corso di scrittura creativa con una brava Editor di Genova per arrivare presto ad un elaborato pronto da pubblicare.

Forse comincio ad essere troppo impegnata per essere in pensione, che ne dite? :-) 


Questo è tutto, mando un caro saluto a chi mi legge e colgo l’occasione per “rinfrescarvi” l’invito a scrivere qualche commento sul mio blog di cui ringrazio in anticipo.

Alla prossima!

Clelia

lunedì 21 ottobre 2019

Un saluti dal BOOK PRIDE di Genova


Nello scorso fine settimana c'è stato a Genova il BOOK Pride, mostra mercato delle Librerie Indipendenti.

Mi è piaciuto molto partecipare, sia per la disponibilità degli espositori e dei tanti seminari e mini-convegni disponibili gratuitamente, sia per la location: il bellissimo Palazzo Ducale.



Inoltre, la moltitudine di libri e pubblicazioni ha dato a tutti i presenti molta gioia e soddisfazione, colorando così un grigio sabato dal cielo plumbeo.

Ulteriore chicca, trovare fuori dal Palazzo un simpatico "mercatino dei sapori" con tante bancarelle odorose e coloratissime, che hanno aggiunto gusto e vivacità all'ambiente.


sono io che saluto.....

Assolutamente da mettere in Agenda per il prossimo ottobre, sia per i liguri che chi - da altre ragioni - può cogliere l'occasione di visitare una città magnifica.

A presto!
Clelia

lunedì 14 ottobre 2019

Sfatare un Mito....


Cari lettori,

Si è già parlato di  Ozio” come “stile di vita riferendosi alle varie attività del pensionamento per rendere gli Anni d’Argento allineati ad un Progetto di vita individuale veramente soddisfacente.

Il turismo è certamente uno dei settori più trainanti per godersi a pieno il tempo libero della pensione, così, con mio marito, ci siamo pertanto organizzati per fare un grande viaggio da tempo programmato: Boston e New York in autunno.

Sapevamo che sarebbe stato costoso e impegnativo a causa della lunghezza del viaggio e delle inevitabili code per le attrazioni di una meta frequentatissima, ma confidavamo di arricchirci molto con questa esperienza.

Al contrario invece, il viaggio si è concluso con un’inaspettata delusione e siamo stati ben lieti di ritornare in Italia dove – nonostante la persistenza dei problemi che tutti conosciamo – regna almeno il senso estetico e la cultura del bello.

La Grande Mela, infatti, ci è piaciuta esclusivamente vista dall’alto per i panorami grandiosi che propone solo Manhattan, ma, al contrario, scendendo in basso, quella che si è aperta ai nostri occhi è stata una vera e propria “discesa agli inferi”.


Traffico caotico ai limiti dell’inverosimile, inquinamento acustico insopportabile, aria viziata data la poca ventilazione dovuta alla concentrazione di grattacieli e palazzi alti, spazi angusti nei ristoranti, alberghi e negozi venduti a prezzi esorbitanti al metro quadro…..

Insomma niente di veramente bello nemmeno nelle vie più famose e celebrate che non superano l’eleganza e lo stile di alcune zone di Milano.

Qualche Museo degno di nota, ma solo per gli amatori dell’arte moderna.
Commovente il Museo della Memoria a Gound Zero e struggente vedere, accanto alla Statua della Libertà e l’isoletta di Ellis Island. 


In quest’ultima, fa un certo effetto pensare che sono passati tantissimi nostri connazionali prima di una vita grama in quanto solo per pochi si realizzò davvero il classico sogno americano.

Insomma, per concludere, non consigliabile affatto per riempire il proprio “ozio creativo” da pensione ma piuttosto suggerita per i giovani o per chi cercasse le avanguardie culturali o musicali e le lusinghe di una “metropoli che non dorme mai”.

Al contrario di New York, ci è invece piaciuta l’elegante Boston, ordinata e spaziosa nelle sue atmosfere ventose con i localini antichi vicino al porto a testimonianza di un passato glorioso di città più colta d’America.

Apprezzabile soprattutto il trasferimento da Boston a New York attraversando, con un comodo treno veloce,  Rhode Island e Connecticut con i loro piacevoli villaggi sulla costa.  

Così, piacevolmente immersi tra barche e pescatori, in una tipica cornice da provincia americana, ci è stato immediatamente comprensibile il perché tanti newyorkesi, pur lavorando nella Grande Mela, abbiano deciso di spostarsi, viaggiando anche diverse ore al giorno, per poter vivere lì.

Comunque, la conclusione è che, tornando, si apprezza ancora di più l’Italia con tutto il bello che ci offre o comunque l’Europa, che credo sia più consigliabile per un “turismo maturo” che colori i propri anni d’argento.

Alla prossima!
Clelia

Piccole strutture a Chiavari di gran valore

    Chiavari è una deliziosa cittadina con meno di 30.000 abitanti, oltre a lunga passeggiata a mare panoramica dispone di parchi, centro st...

BENVENUTI!