lunedì 14 ottobre 2019

Sfatare un Mito....


Cari lettori,

Si è già parlato di  Ozio” come “stile di vita riferendosi alle varie attività del pensionamento per rendere gli Anni d’Argento allineati ad un Progetto di vita individuale veramente soddisfacente.

Il turismo è certamente uno dei settori più trainanti per godersi a pieno il tempo libero della pensione, così, con mio marito, ci siamo pertanto organizzati per fare un grande viaggio da tempo programmato: Boston e New York in autunno.

Sapevamo che sarebbe stato costoso e impegnativo a causa della lunghezza del viaggio e delle inevitabili code per le attrazioni di una meta frequentatissima, ma confidavamo di arricchirci molto con questa esperienza.

Al contrario invece, il viaggio si è concluso con un’inaspettata delusione e siamo stati ben lieti di ritornare in Italia dove – nonostante la persistenza dei problemi che tutti conosciamo – regna almeno il senso estetico e la cultura del bello.

La Grande Mela, infatti, ci è piaciuta esclusivamente vista dall’alto per i panorami grandiosi che propone solo Manhattan, ma, al contrario, scendendo in basso, quella che si è aperta ai nostri occhi è stata una vera e propria “discesa agli inferi”.


Traffico caotico ai limiti dell’inverosimile, inquinamento acustico insopportabile, aria viziata data la poca ventilazione dovuta alla concentrazione di grattacieli e palazzi alti, spazi angusti nei ristoranti, alberghi e negozi venduti a prezzi esorbitanti al metro quadro…..

Insomma niente di veramente bello nemmeno nelle vie più famose e celebrate che non superano l’eleganza e lo stile di alcune zone di Milano.

Qualche Museo degno di nota, ma solo per gli amatori dell’arte moderna.
Commovente il Museo della Memoria a Gound Zero e struggente vedere, accanto alla Statua della Libertà e l’isoletta di Ellis Island. 


In quest’ultima, fa un certo effetto pensare che sono passati tantissimi nostri connazionali prima di una vita grama in quanto solo per pochi si realizzò davvero il classico sogno americano.

Insomma, per concludere, non consigliabile affatto per riempire il proprio “ozio creativo” da pensione ma piuttosto suggerita per i giovani o per chi cercasse le avanguardie culturali o musicali e le lusinghe di una “metropoli che non dorme mai”.

Al contrario di New York, ci è invece piaciuta l’elegante Boston, ordinata e spaziosa nelle sue atmosfere ventose con i localini antichi vicino al porto a testimonianza di un passato glorioso di città più colta d’America.

Apprezzabile soprattutto il trasferimento da Boston a New York attraversando, con un comodo treno veloce,  Rhode Island e Connecticut con i loro piacevoli villaggi sulla costa.  

Così, piacevolmente immersi tra barche e pescatori, in una tipica cornice da provincia americana, ci è stato immediatamente comprensibile il perché tanti newyorkesi, pur lavorando nella Grande Mela, abbiano deciso di spostarsi, viaggiando anche diverse ore al giorno, per poter vivere lì.

Comunque, la conclusione è che, tornando, si apprezza ancora di più l’Italia con tutto il bello che ci offre o comunque l’Europa, che credo sia più consigliabile per un “turismo maturo” che colori i propri anni d’argento.

Alla prossima!
Clelia

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