martedì 30 giugno 2020

(RI)COSTRUIRSI UN FUTURO nella fase TRE - Parte 1


Carissimi lettori,
che bello aver riscoperto una vita tutta all'aperto!

Ormai la stagione calda, la nostra prima “estate coronavirus”, si è completamente dischiusa, anche se in ritardo rispetto al solstizio del 21 giugno.

Con la riapertura, e un quasi ritorno alla normalità, strade e piazze sono state invase dai dehors di bar e ristoranti che, oltre ad aiutare i volenterosi esercenti, aiutano ognuno di noi a farci sentire ovunque in vacanza.

Persino in un piccolo paesino della Val Trebbia, che frequento da anni, la piazza della chiesa verrà sgombrata dalle auto per dare posto a tavolini ed ombrelloni ben distanziati.


Inoltre, in questi giorni, ho potuto notare un ritorno alla villeggiatura vecchio stile, con affitti di case a lungo termine, una “pratica” che non si vedeva così florida da tempo, perché, in un certo senso, “assorbita” dalla tendenza a fare vacanze più frammentate, magari in hotel o strutture ricettive d’ospitalità temporanee.

Invece quest’anno, quasi ad esorcizzare un nemico invisibile che ancora fa paura, la stabilità di una casa secondaria per la famiglia, lontana a sufficienza dalle difficoltà delle metropoli, sembra la scelta più gettonata.

Non solo, in questa singolare estate coronavirus, ho visto addirittura riaprire Residence chiusi da tempo a favore di un ritorno insperato di utenza stanziale che conferma in pieno la tendenza di un turismo di prossimità. Si tratta di un turismo sicuramente più attento agli antichi mestieri, che apprezza le visite ai mulini, le coltivazioni speciali e la gastronomia di ogni regione.

Recentemente a Chiavari, che già di per sé vanta una passeggiata sul mare con aiuole e piante lunga diversi chilometri, l'inaugurazione di altri 500 nuovi metri di passeggiata è stata organizzata per mezzo di un grande evento civico con tanto di pubblico e con la presenza delle maggiori autorità regionali.

Tutti, in questo periodo, stiamo timidamente programmando le vacanze, rigorosamente in Italia, possibilmente lontano da luoghi troppo affollati, in favore di un turismo molto più “eremitico”, come, per esempio, nei rifugi di alta montagna, dove le misure di sicurezza e l’ormai famoso “distanziamento sociale”, ci sembrano più facilmente applicabili.

Restano un po' più svantaggiate le spiagge libere che, in quanto tali, destano forse un po’ più di preoccupazioni per via del rischio assembramento.

In ogni caso, in qualunque contesto vacanziero decideremo di andare, è un dato di fatto che gli operatori turistici ci stanno aspettando a braccia aperte, con sconti interessanti anche in piena estate e tanta buona volontà. Non solo, grazie al bonus vacanze previsto dal governo, anche tante famiglie che magari, vista la crisi, erano certe di non potere andare in ferie, potranno finalmente regalarsi qualche giorno di relax.  
                                                    
                                                        
Insomma, probabilmente, questo è il momento in cui ci sentiamo di poter abbassare un po’ la guardia, ovviamente nei limiti consentiti e, riuscendo a pensare, almeno in questi prossimi mesi, di vivere il presente con una certa rilassatezza.

Il vero problema invece si porrà certamente dopo quest’ “estate coronavirus”, quando ci vorrà, invece, tanta forza per superare il critico autunno che aspetta il nostro Paese, soprattutto nelle fasce più deboli.

Concludo con inoltrarvi un augurio di buona continuazione ed un caro saluto...

Alla prossima!


Clelia

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